mercoledì 27 febbraio 2008

La fiera delle stupidità

Un tizio ha venduto al fisco tedesco, per 5 milioni di euro, i dati con i nomi dei clienti di una banca del Lichtenstein dove lavorava. I tedeschi, zelanti e diligenti, hanno passato i dati ad altri paesi per condividere con loro la gioia di pizzicare con le mani nella marmellata evasori di tutte le nazionalità.

I più fessi sono i clienti della banca, questo grandi evasori, che si sentivano al sicuro, gente che avrebbe dovuto immaginare che, prima o poi, di fronte alle necessità fameliche di trovare denari, il fisco sarebbe anche arrivato a pagare un insider.

E non è detto che in futuro si paghino hacker per sfondare i sistemi delle banche dei paradisi fiscali per scoprire dove gli evasori tengono i loro tesoretti. Se fossero stati dei furbi il loro tesoro, invece di nasconderlo in una sola caverna come i ladroni di Alì Babà, lo avrebbero messo al sicuro in giro per il mondo.

Altri stupidi sono i dirigenti della banca che evidentemente non hanno mai messo in piedi un sistema di sicurezza efficiente che li difendesse dal pericolo maggiore: l"insider", cioè quello che sta all'interno della banca e che potrebbe mettere le mani su dati sensibili. Potrebbe, se qualcuno si fosse preoccupato di proteggere i sistemi, ma evidentemente non è stato così.

Poi abbiamo quelli che sono stati beneficiati dalla signora Merkel ai quali ha offerto di condividere i dati su 150 evasori italici. I nostri responsabili politici si sono affrettati a dichiarare alla stampa che loro non hanno pagato per avere i dati.

Che schifo! Pagare una spia per acchiappare degli evasori!

1 commento:

Maria ha detto...

Fossi uno degli sfigati evasori pizzicati farei causa immediatamente alla banca del Lichtenstein così mi rifarei dei soldi che devo al fisco. Ma le associaizoni di consumatori sono pronte per una "class action all'italiana" su scala europea? O pensano che i diritti degli evasori sono meno da tutelare di quelli degli indultati?