Dumont, in Homo Hierarchicus, analizza il sistema delle caste indiane, ne spiega la sua funzione in una società agricola dove le regole disciplinano i rapporti fra gli umani creando una società olistica, cioè volta essenzialmente a mantenere l'ordine attraverso comportamenti obbligatori e conformi alle leggi.
mercoledì 23 maggio 2012
Il paese ineguale
Dumont, in Homo Hierarchicus, analizza il sistema delle caste indiane, ne spiega la sua funzione in una società agricola dove le regole disciplinano i rapporti fra gli umani creando una società olistica, cioè volta essenzialmente a mantenere l'ordine attraverso comportamenti obbligatori e conformi alle leggi.
mercoledì 9 maggio 2012
Non ci serve un grillo saggio

In un paese di Pinocchi, bravissimi a mettersi nei casini e sempre pronti a chiedere un tocco di bacchetta magica allo stregone di turno, mancava un grillo parlante. E l'abbiamo trovato!
Un grillo che parla, parla, parla, parla. Che magari dice pure cose giuste e denuncia fatti veri ma, purtroppo, come il grillo di Collodi, sa solo fare da specchio delle malefatte dei politici e dei loro 4 o 5 milioni di loro pretoriani, clientes, famigli e famiglie.
Il problema che a Grillo, e come prima a Bossi e a Di Pietro, manca la capacità di vedere il quadro d'insieme, the big picture, come dicono gli americani; e se non si ha questa capacità (in un mondo complesso e iperconnesso) é difficile elaborare una seria strategia per uscire dalle sabbie mobili fatte di debiti, crisi strutturale, necessità di essere moderni e sopratutto capire che ruolo dobbiamo avere nella macchina mondiale.
Manca a lui (e pure a tutti gli altri!) una strategia! Ed questo é il nostro male: vivere alla giornata, dell'eventuale. Sperando che la risacca porti a riva qualche marine che cacci i tedesconi cattivissimi e magari ci porti pure un bel pacco di dollari di aiuti.
Ma quel tempo e quell'età sono finiti nell'89. L'unico asset che valeva qualcosa era il nostro territorio come base strategica. Ma l'unico nemico s'é squagliato. Senza combattere. E quelli del KGB sono corsi a spartirsi le spoglie dell'URSS. Al più, agli americani, basta Sigonella, che é cosa loro.
Insomma, é inutile aspettare che arrivino i nostri. Non verrà nessuno. Nè vicino, perché ha guai come i nostri o sta per finirci con tutte le scarpe. E neppure lontano, perché anche i cinesi hanno le loro belle gatte da pelare, visto che si parla di colpi di stato e d'importanti congressi del PCC rimandati.
Siamo soli, e pure separati in casa con gli alleati europei, di cui é evidente la voglia di tutti di sostituire al tutti per uno un più prosaico egoistico ognuno per se e Dio per tutti.
Questo lo scenario e giuste le denunce del grillo sapiente che, proprio perché sapiente, sa. Ma una volta che sappiamo, che facciamo? Una volta tolte le termiti, cosa ne facciamo questo edificio marcio? Qual'é la strategia per raddrizzarlo e rafforzarlo? Non sembra che ce ne sia una che sia una. Si rivede solo un film già visto: personaggi nuovi, saliti al soglio a furor di popolo, e senza un minimo di progetto.
domenica 6 maggio 2012
Gli indici del disastro
sabato 5 maggio 2012
Il cammino argentino
Per un certo periodo l'Argentina é stata una nazione ricca. Molto ricca. Ricca più di molti stati europei. Anche più dell'Inghilterra da cui copiava stili di vita.
Una ricchezza che attraeva emigranti e permetteva un benessere diffuso ad una popolazione molto più istruita degli altri paesi dell'America Latina.
Ma il paese aveva una malattia subdola: una classe dirigente che essenzialmente estraeva dall'economia ricchezza per se stessa. Una condizione che porta sempre a uno stato permanente di conflitto all'interno della stessa classe dominante che non ha risorse infinite per accontentare tutte le bande.
Uno scontro che trasforma piano, piano una democrazia, prima in un'oligarchia e poi in una dittatura, attraverso la manipolazione delle leggi e poi con l'uso repressivo di pretoriani (polizia, magistratura, fisco e forze armate) per tentare di mantenere lo status quo contro altri pezzi delle elite, e dopo, contro tutto un popolo ormai immiserito.
E la storia dell'Argentina diventa un racconto di continui colpi di stato, fra dittature feroci e quelle da operetta come quella di Juan ed Evita Peron (e non ha caso ci hanno fatto un musical!)
E poi decine di migliaia di desparecidos, drogati e scaraventati a mucchi nell'Atlantico dagli aerei militari. E la stupida guerra delle Falkland contro una Thatcher arrapatissima nel voler far vedere di avere abbastanza palle da mandare i gurka di Sua Maestà a scannare i poveri soldatini argentini e un sommergibile nucleare ad affondare un vecchio incrociatore catorcio nel Rio della Plata.
E poi ancora tanti altri finti presidenti democratici che alla fine devono dichiarare il fallimento dello stato con il default dei famosi bond argentini che tanti avidi ingenui italioti avevano comprato a piene mani fidandosi del bancario amico...del giaguaro.
Mutatis mutandis, mi sembra che anche questo nostro paese stia percorrendo, (dal 1976), questo cammino "argentino" di lungo periodo, portato avanti con subdole leggi, leggine e piccoli e grandi atti repressivi di una burocrazia che cerca solo di salvare la propria sedia.
Un cammino non del tutto evidente ma il cui effetto si dispiega quando i Presidenti della Repubblica devono di frequente chiamare tecnici (Fazio e Monti) a commissariare uno stato dove le fazioni politiche, ormai ridotte a bande affaristico-criminali, non sono più in grado di spartirsi in pace quel bottino ottenuto con tasse variegate, imposte assortite e fantasiosi balzelli ai danni di quei masochisti che si ostinano a produrre in Italia.
mercoledì 2 maggio 2012
Preghiamo
Ma la veritá e che non c'é da essere fiduciosi perché l'approccio dei tecnici é troppo simile a un ricognitore che da alta quota cerca di fotografare una situazione che poi dovrà essere spianata con un bombardamento di precisione.
Purtroppo la guerra la stiamo perdendo e il tempo di tagli chirurgici e "tecnici" non c'é. Non é il momento di lunghe e defatiganti discussioni con burocrati che prima di eseguire un ordine di taglio, di trasferimento o di accorpamento chiederanno esaustivi e corazzati pareri ai loro giuristi interni, o a costosi consulenti e magari all'avvocatura di stato, con la conseguenza che quel risparmio urgente, sommato a tanti altri similari, non si farà, e se si farà, sarà un mezzo aborto che, alla fine dei conti, sarà più costoso del taglio che si voleva fare.
Questo é il momento della forza bruta, é venuto il tempo di un bombardamento a tappeto che abbatta per sempre la fabbrica delle tonnellate di carte che bloccano l'ammistrazione pubblica e pesano sui conti di ogni italico cittadino.
Purtroppo non credo sia nelle capacitá di Monti & C. usare il massimo della forza bruta per abbattere il mostro. Non ce li vedo il pio Monti, il tagliator cortese Bondi e il professor Giavazzi, lancia in resta, colpire alla giugulare un drago fatti di 5 milioni di statali, parastatali e dipendenti di finte SpA con socio unico in un ente pubblico.
Ma possiamo sempre sperare in un miracolo e perciò: preghiamo.