
Una pubblicità degli industriali di Venezia mostra la differenza, dopo le imposte, del salario di un dipendente italiano confrontato con quello in altri paesi.
Mi sembra la solita furbata italiana, oppure una prova della crassa ignoranza che ormai alberga anche nella testa della classe dirigente che si crede meglio dei politici.
Come si fa a comparare un sistema fiscale come quello inglese dove, accanto a tasse simili a quelle nostre (IVA, IRPEF) e più basse delle nostre, c’è una tassa a favore degli enti locali, la council tax, dove per un immobile del valore di 50.000 euro se ne pagano 1.250 all’anno con un massimo, per un immobile del valore di 400.000 euro e più, di ben 3.700 euro all’anno?
E in UK, periodicamente, mi sembra ogni due anni, viene affidata ad una società di revisione esterna alla pubblica amministrazione la revisione del valore degli immobili.
Anche negli USA è lo stesso, infatti a NYC, per un bilocale si pagano 500 dollari al mese solo per la property tax, che va allo stato di New York e al comune di NYC, oltre alle tasse sul reddito, che vanno al governo federale, i contributi per la pensione, che vanno alla Social Security, e, come è noto, per le malattie ci si deve assicurare o avere l’assicurazione dal datore di lavoro.
Siamo alle solite: ogni banda italiana aggrava il proprio problema cercando di intrugliare le acque con leggende metropolitane che contribuiscono a dare l’immagine di un paese di pressappochisti, se ci va bene, o di furbi matricolati, se ci sgamano.
Purtroppo a questo clima contribuiscono pure i media che, non solo non fanno mai chiarezza, ma spesso riportano acriticamente fumose dichiarazioni di politici che vorrebbero importare in Italia istituti fiscali che hanno il difetto di essere delle pure fantasie, come quella che in USA si scaricherebbe tutto dalle tasse, leggenda che è stata dimostrata falsa da
http://www.lavoce.info/, ma che viene propalata da "statisti" come Fini, Tabacci, Follini e Di Pietro, senza che nessuno li prenda a fischi e pernacchie come meriterebbero.