martedì 15 novembre 2011

Chi è causa del suo mal...

...pianga se stessa, anche se a piangere saranno anche milioni di europei. Questo dovremmo dire ad Angelina Merkel che oggi dichiara che l'economia tedesca sta attraversando il peggior momento dopo la seconda guerra mondiale, un momento difficile per l'euro, "molto di più di una moneta, il simbolo di mezzo secolo di pace, di libertà e di benessere sociale", ha detto la capo del governo tedesco. Secondo cui, nella condizione in cui siamo. "Se l'Europa va male, la Germania va male. Abbiamo bisogno dell'Europa, perchè la Germania vada bene".

Purtroppo a lanciare questo monito terribile, forse foriero di nuove guerre in Europa, è la stessa signora Angelina Merkel, quella che ha accettato, e senza fiatare, i diktat della BuBa quando ordinava al pavido, vanesio, smidollato Trichet (e alla sua corte di Bini Smaghi & C.) di non fare una politica monetaria espansiva. Anzi! Di alzare i tassi, anche in piena tempesta, e anche quando personaggi come Krugman, già nel 2010, dicevano che la BCE doveva fare una politica espansiva.

Ma i tedeschi sono così: finché non vedono le macerie non si convincono di non essere nel giusto.

sabato 12 novembre 2011

Alcune cose che Monti dovrebbe fare e non farà


1) Eliminare tutti gli enti previdenziali pubblici e privati inglobandoli nell'INPS
2) Mettere il tetto alle pensioni (max 80.000 euro l'anno)
3) Istituire un'indennità di disoccupazione per consentire di trovarsi un lavoro
4) Eliminare il TFR
5) Eliminare le Regioni
6) Eliminare le Provincie come enti politici
7) Ripristinare il Servizio Sanitario Nazionale
8) Rendere i Comuni del tutto autonomi fiscalmente
9) Confiscare il patrimonio delle fondazioni bancarie
10) Nazionalizzare tutte le banche non sane
11) Vendere tutte le partecipazioni statali, regionali e comunali
12) Istituire il contratto unico di base per tutti i lavoratori
13) Chiedere alla EU una Social Security europea
14) Chiedere alla EU una vigilanza europea sulle banche
15) Separare le funzioni bancarie di deposito da quelle di investimento
16) Chiedere alla EU l'armonizzazione di imposte, tasse e accise
17) Aumentare le accise su alcool e gioco
18) Mobilità obbligatoria del personale pubblico
19) Eliminare ogni contributo alle attività produttive
20) Obbligo per i comuni di costruire e gestire asili nido
21) Scuola obbligatoria e gratuita con orario continuo 9-17
22) Inasprire le pene per chi saccheggia i beni pubblici
23) Inasprire le pene per gli evasori
24) Impedire qualsiasi disposizione anti competitiva di ordini professionali

venerdì 14 ottobre 2011

Un paese infernale

Pur non facendo niente per evitarlo, e dall'alto del suo lautissimo ma non più prestigioso incarico, un tizio ha detto che il nostro é un paese di m...a, cosa che pensiamo un po' tutti, sopratutto quando dobbiamo subire inutili torture dalla P.A. che, non avendo introiettato il concetto di «public servant», obbliga i disgraziati prigionieri di questo m-paese a percorrere quel tunnel dell'orrore che é una burocrazia infingarda, incivile e in gran parte inutile, nel 2011, quando, con una cifra infinitesima della spesa pubblica, certe torture e storture si eviterebbero utilizzando la tecnologia disponibile e neppure di quella un po' più sofisticata.

Ovviamente, siccome il pus di questo bubbone fetido lo scopri quando ne hai bisogno e magari non ti puoi ribellare perché quell'azione della PA ti serve, ci diamo da fare come falene impazzite per risolvere in qualche modo; ci sbattiamo da un capo all'altro della città (se ci va bene!) per non parlare di peripezie dalle Alpi al Lilibeo se uno ha avuto la malaugurata idea di emigrare all'interno dell' m-paese invece di prendersi la soddisfazione orgasmica di emigrare all'estero, prendere la cittadinanza di una qualsiasi altra nazione e poi stracciare il passaporto con la scritta Repubblica Italiana che di vero ha solo l'italiana mentre di res publica c'é il nulla essendo una res privata di politicanti, loro clientes e pretoriani che impongono la loro massa quadrata di 4 milioni di ottusi iper protetti su 54 milioni di disgraziati che non hanno pensato per tempo di ascoltare Eduardo De Filippo quando diceva ai napoletani di scappare da una città divenuta terribile e dove la delinquenza non era la cosa più feroce, visto come la classe dirigente l'ha ridotta.

Oggi il sintetico, maestoso grido «fujitevenne», Eduardo lo direbbe a tutti gli italici, sopratutto ai giovani, che non si devono aspettare niente di buono, ma tante angherie, soprusi, fastidi e pure gli sberleffi e il dileggio da parte degli stranieri che, ovviamente, non capiscono perché sopportiamo tanta violenza pubblica.

Forse perché siamo destinati, tutti noi italici, al Paradiso, perché all'inferno ci siamo già stati tutta una vita.

lunedì 29 agosto 2011

Come la mettiamo?

Come al solito la confusione regna sovrana nella politica italiana. Non è una novità, ci siamo abituati. Quello cui non siamo abituati è che la confusione è anche nelle teste di quasi tutti i politici, nonchè in buona parte dei tecnici e di diversi economisti, ad esclusione di gente come Krugmann (Nobel) e Roubini che vedono in una decisa azione dei governi la soluzione della crisi che può essere risolta solo con metodi keynesiani: cioè mettere la gente a lavorare per costruire infrastrutture anche se questo significa non preoccuparsi di deficit ora, visto che l'aumento degli occupati e il ritorno in efficienza ottenuto da nuove infrastrutture farà aumentare il PIL.




giovedì 18 agosto 2011

Alleviamo politici irresponsabili

Quest'idea che il governo centrale istituisca e chiuda provincie, comuni e comunità montane, non è solo anti-democratica ma va proprio contro la necessità di responsabilizzare i politici locali.

Essere sotto la scure di Roma o sotto le sue sempre gonfie tette, non fa che aumentare la dipendenza economica dei politici locali e il loro senso di irresponsabilità verso soldi che loro non raccolgono sul loro territorio, dai loro cittadini, per cose che i loro elettori vogliono.

In questo modo, a fronte di qualche taglio di comuni piccoli e provincie minori, gli altri politici locali continueranno ad agire come quindicenni con la tessera bancomat di papà in mano: spesa libera ed ad libitum.