
Quello che sta accadendo nella gestione dell'euro è ben descritto dalla parabola del cieco che guida i ciechi dipinta da
Pieter Bruegel il Vecchio.
La
cecatissima Bundesbank, ancora ossessionata, dopo 90 anni, dall'inflazione galoppante del primo dopoguerra, guida una
BCE, ancora più
cecata, che si trascina dietro la più che miope Commissione e tutti gli altri orbi che sono gli altri governatori.
Adesso, dopo che
Sarkozy ha rotto un po' le scatole, qualcuno dei ciechi comincia ad avere dei dubbi su dove
stiamo andando,
sopratutto perché l'euro sta a 1,41 sul dollaro. Si cercano perciò rimedi disperatamente, dopo che, da buoni
cecati,
Bundesbank e
BCE hanno ancora di più
aggravato una situazione di crescita senza freni dell'euro grazie ad aumenti continui ed acritici dei tassi, fatti, non tanto per
rispettare una ragionata e razionale politica monetaria, ma solo per non prendere
cazziatoni dai tedeschi e dai
pierini italici, sempre pronti a dare ragione a chi sembra che ne sappia più di loro.
Purtroppo, quello che non capiscono questi
cecati, che non vedono e non vedrebbero nemmeno se fossero mezzi orbi o con 10/decimi, la crescita dell'euro non dipende dai tassi, ma dalla
svizzerizzazione dell'intera Europa che, per quanto obsoleta, arretrata, anzianotta e poco pimpante, rimane nell'immaginario collettivo del resto del mondo un posto sicuro e dove si vive bene, e da questo scaturisce l'apprezzamento per la nostra moneta, ancora non abbastanza
ri-valutata, che potrà arrivare nel 2008 a 2 dollari per un euro senza che
Bundesbank e
BCE ci potranno fare niente.
Se
Trichet & C, fossero andati qualche volta a fare due chiacchiere con un cireneo qualsiasi in una qualsiasi parte del mondo, si sarebbero accorti da un pezzo che l'euro ha un suo particolare fascino per gli extracomunitari che, appena sanno che siete europei, la seconda cosa che vi chiedono è di vederlo questo fantomatico euro, segno evidente che la moneta non è una merce come le altre e non risponde alle logiche razionali degli
economisti ma, molto di più, a quelle del fashion.
Come ci sono signore disposte a spendere 42.000 dollari
per una borsa di
Vuitton, come ci sono cinesi disposti a spendere 300.000 dollari in contanti per comprare una
Ferrari Scaglietti, come ci sono persone disposte a dare una cifra
blu per una notte con
Pamela Anderson, così ci sono milioni di persone nel mondo che non ragionano quando si tratta del valore intrinseco di una moneta, non fanno elucubrati collegamenti con il PIL sottostante all'euro o al dollaro. La gente, molto più
semplicemente, non fa ragionamenti: ama una cosa (l'euro) piuttosto che un altra (il dollaro) per ragioni non tecniche e perciò assolutamente in contrasto con la razionalità teutonica della
Bundesbank e con quella opportunistica dei loro economisti-
plaudatores italiani.