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mercoledì 26 dicembre 2012

Monti e il sudoku


A quanto pare le varie ghenghe politiche vanno alle elezioni con due profonde convinzioni: che non ne uscirà una maggioranza e che alla fine dovranno riaffidarsi a Monti, che è ormai per gli stranieri una garanzia in quanto è un tecnico.

Ma è proprio quell'essere "tecnico" che porterá un governo Monti "politico" a fallire qualsiasi obiettivo, sopratutto la ripresa economica e la riduzione della disoccupazione.

I tecnici infatti, i bocconiani e quelli che albergano a Via Nazionale, credono che un'economia sia una specie di sudoku che, per quanto complesso, ammetta un certo numero di soluzioni finite fra cui si possono selezionare quella più adatta.

Il problema è che questo non è per niente vero, e che qualsiasi manovra classica (monetaria e/o fiscale) non solo altera i paramentri del gioco, trasformandolo in un altro, ma, essendo le soluzioni applicate fra quelle prevedibili, accade che chi fa parte de sistema si adegua subito a manovre ben note e senza fantasia, vanificando del tutto le operazioni del governo.

Monti, classico giocatore di sudoku, circondato da furbi giocatori di rubamazzetto, fallirà se applicherá logiche analitiche e razionali ma, data la natura dell'uomo, è molto difficile aspettarsi da lui che cambi registro e improvvisi qualche cosa di non usuale.

La ragione? Perché lui non può sfuggire alla regola che ogni azione pubblica, che non sia usuale, o è sbagliata, oppure, se giusta, costituisce un precedente pericoloso.

sabato 14 febbraio 2009

Elezioni sarde in sordina

Delle elezioni in Sardegna pare che non interessi a nessuno e di questo se ne dolgono i giornalisti difensori, un tanto a marchetta, della democrazia.

Ma, trattandosi di un'elezione regionale perchè dovrebbe fare rumore? In fondo riguarda solo 1,6 milioni di abitanti e non può essere considerata per niente un test, pro o contro qualcuno, anche perchè le recenti vicende economiche dimostrano che nessun governante può fare alcunchè, e non solo da noi, basti vedere cosa sta succedendo in UK dove hanno praticamente perso il controllo della situazione bancaria.

Nasce però un problema: le strutture di governo locali e nazionali non sono più adatte in un sistema planetario altamente interconesso dove è più importante cosa avviene a NYC piuttosto che a Cagliari o a Roma.

E' la nostra classe dirigente (nessuno escluso) che crede ancora di poter influire su processi che sono diventati abbastanza automatici, basati principalmente sull'ingordigia di executive e dei loro azionisti che (passata l'attuale buriana) si spingeranno di nuovo verso mete ancora più azzardate, sicuri che nessuna punizione adeguata sarà loro comminata.

E mica siamo in Cina dove per un po' di latte alla melamina si finisce con un colpo di pistola alla nuca; nell'Occidente democratico si va solo in galera. Forse.

Qualcuno si ricorda di un certo Michael Milken, l'inventore dei titoli spazzatura, quelli che oggi si chiamano tossici? E' stato condannato a 10 anni, ma ha fatto solo 22 mesi di carcere.

Ne è valsa la pena?

Secondo Forbes, Milken ha oggi un reddito netto di 2,1 miliardi di dollari che ne fa la 458ma persona più ricca del pianeta.

Vedete un po' voi se è il caso di preoccuparsi delle elezioni in Sardegna.