sabato 2 agosto 2008

Milano: segnali di degrado

Un evidente segnale di degrado dell'economia italiana è l'impossibilità di poter utilizzare le carte di credito in un numero di esercizi commerciali che cresce di giorno in giorno.

Siccome non faccio analisi mirate, però capita spesso che rifiutino alcune carte, è del tutto evidente che i negozianti non possono pagare le commissioni.
Ieri mi è accaduto in via Bigli, nel quadrilatero milanese della moda, una zona dove i ricchi locali, gente che abita in case da 12.000 euro al mq, e turisti da tutto il pianeta, non possono utilizzare una delle carte di pagamento più diffuse la mondo.
E si tratta di un negozio con un brand noto, spesso citato su femminili e riviste di arredamento.

Piccole crepe che significano che l'economia italiana ha imboccato una ripida discesa.

domenica 20 luglio 2008

L' arretratezza culturale italica

Il bellissimo libro di Enrico Beltramini "Hippie.com" spiega quanto la controcultura californiana abbia contribuito a far nascere un fenomeno come Silicon Valley.

Una fortuna derivante dall'ambiente liberale e libertario, proprio della cultura hippy, che attirò numerosi scienziati europei, oppressi dal bigottismo imperante in paesi come l'Inghilterra del dopoguerra.

In questo momento di gravissima crisi economica, dalla quale non si sa se l'Italia ne uscirà e come ne uscirà, alcune parlamentari trovano tempo per una severa interpellanza contro lo spot della TIM che sottendeva una certa libertà sessuale. Mi sembra un ottimo sintomo che l'Italia è, più o meno, ancora al dopoguerra, se non prima, in termini di antropologia delle classi dominanti.

domenica 6 luglio 2008

Libertà di parola

Sul Corriere della Sera del 6 luglio 2008, in un box dedicato al caso Alitalia, si usa molto a sproposito la parola AVIONICA che, come si vede dal link su Wikipedia, è una parola di origine USA, contrazione di aviation ed elettronics, e indica l'elettronica installata a bordo di aeromobili.

Per per il termine avionica, nel Dizionario della lingua italiana De Mauro, accessibile anche dalla Internet, la definizione è:

studio e realizzazione di apparecchiature elettroniche utilizzate in aeronautica

Lo stesso errore era pochi giorni prima in un altro articolo, a riprova che nella redazione del Corriere si è diffuso un pericoloso virus informativo dello stesso genere che c'era a Repubblica dove qualche tempo fa, parlando delle dotazioni del soldato USA, si diceva che è dotato di un compasso, traduzione molto pedestre dell'inglese COMPASS che significa bussola.

Se i nostri due maggiori quotidiani insistono e persistono nel fare di questi errori è evidente da dove viene la nostra impossibilità come paese di competere con le altre economie.

venerdì 4 luglio 2008

Sputtanamento Globale

L'occhiuto Garante della Privacy ha stabilito che si può comunicare lo stato di insolvenza delle imprese, una notizia che offre lo spunto per una riflessione su un arma di distruzione di brand in mano al consumatore, utente, cittadino.
Oggi l'unica cosa che conta in ambito commerciale è il BRAND, cioè il marchio, che assolutamente non può essere sporcato e svalutato da polemiche, lamentele, attacchi e da qualsiasi altra cosa negativa. In un certo senso il BRAND è più importante del prodotto o del servizio. E non sembri strano: avere un ottimo prodotto è il minimo che un'azienda debba avere per competere (perchè se non si ha nemmeno quello è meglio chiudere) e perciò la differenza la fa solo la capacità di mantenere il BRAND nei cuori e nelle teste dei consumatori! E questo si ottiene solo con tanta pubblicità ed un servizio al cliente più che eccellente!
Ogni attacco al BRAND, invece, significa perdita di clienti e fette di mercato. E perciò importante che chiunque riceva un disservizio, un prodotto scadente, o una qualsiasi mancanza di rispetto da parte di un'azienda, l'attacchi pubblicamente sui mezzi di comunicazione.
Se l'azienda ha rispetto per il consumatore, provvederà a chiudere la questione, anche prima di essere attaccata, ma, se non lo fa, allora non è un'azienda che merita i nostri soldi.
Questa strategia rivaluta stampa ed Internet perchè la lettura costringe il lettore alla riflessione, mentre la TV è evanescente: un passaggio in un TG colpisce molti, ma si dimentica subito, mentre un articolo rimane e si può facilmente passare ad altri con un click!

Cari amici avete un'arma galattica in mano: usatela! E' ora dello sputtanamento globale!

venerdì 20 giugno 2008

La scuola italiana: la fabbrica degli scarti

Scusate se uso i vecchi termini, ma sono stufo di questa casta di mariuoli, sessuonomi e cocainomani (di ogni colore politico) che ci prende per i fondelli cambiando solo il nome alle cose in modo che tutto cambi e tutto sia molto peggio di prima, per noi, ovviamente.

In una terza liceo, su 20 ragazzi, solo 5 promossi (25%), 5 bocciati (25%) e 10 rimandati (50%); uno addirittura in tutte le materie con corsi di recupero obbligatori e, infatti, il soggetto era molto spaventato dal dover studiare in due mesi tutte le materie.

Insomma, in qualche modo, un'altra a riforma rabberciata è stata applicata acriticamente, ma ci dovremmo interrogare su queste percentuali che, se fossero il risultato di una qualsiasi forma di produzione, sarebbero segni inequivocabili di dover chiudere quell’opificio fallimentare.

Restando alla brutalità dei dati di questa terza classe, essi dicono che:

1) il 25% dei pezzi sono scarti di lavorazione;
2) solo un 25% è defect-free;
3) il 50% va riportato in fabbrica per correggere i difetti.

In definitiva la fabbrica ha sfornato solo un quarto di prodotti buoni, il che mi sembra anche peggio di quello che faceva FIAT prima della cura Marchionne.

Ovviamente la fabbrica dirà che il problema era la materia prima che non era adatta!

Ma la fabbrica ha sempre ragione anche se, vista l'ecatombe fatta per un tardivo (dal '68) recupero di severità, dobbiamo considerare che, in un paese con pochi giovani, con pochi diplomati e pochissimi laureati, ritardare di un anno l'entrata nel mondo del lavoro di questi ragazzi che sono stati considerati solo "scarti di lavorazione" avrà l'effetto di far arretrare ancora di più un paese dominato da vecchi barbogi che credono ancora alla loro favoletta auto assolutoria dove i giovani sono fannulloni (come i loro padri, of course), dimenticando che ogni bambino nasce con possibilità educative imprevedibili ed ha perciò diritto al pieno successo formativo.

Lo sancisce la Costituzione repubblicana ed è la Repubblica che deve farsene carico, rimuovendo, attraverso la scuola e nella scuola, tutti gli ostacoli che impediscono il dispiegarsi delle potenzialità del giovane.

Se questo non accade, il problema non era nel blocco di creta ma nella mano di chi lo forgia.